Editoriale ultima newsletter della Condotta di Firenze

2011: un bilancio a due facce per la Condotta di Firenze
Dopo un anno di attività ci siamo trovati, come Comitato di condotta, a svolgere il tradizionale compito di fare un bilancio dell’anno passato e a programmare le attività per il 2012. Lo spirito era quello giusto, né troppo “serioso”, né troppo goliardico e dopo aver messo in evidenza le numerose buone, pulite, e giuste iniziative promosse dalla condotta durante il 2011, aver sottolineato la crescita del numero dei tesserati, riconosciuto di aver applicato concretamente il principio dell’autosostentamento e della buona gestione della condotta e il finanziamento di due Orti in Africa, ci siamo guardati diritto negli occhi e ci siamo chiesti con onestà: “E ALLORA?”. Allora… abbiamo convenuto – cercando per quanto possibile di farlo con serietà e trasparenza, senza secondi fini e con grande schiettezza – che indipendentemente dall’apporto degli altri componenti della Condotta e del Comitato allargato, dalla sparuta apparizione di qualche socio più giovane e dal contributo sempre gradito dei soci produttori, la nostra visibilità, o meglio, quella della nostra Associazione a livello locale, è assai ridotta. È iniziata allora una sorta di autoanalisi: abbiamo riconosciuto che la prima responsabilità di questa mancanza o ridotta capacità di “fare opinione” a livello locale, indipendentemente dalle prese di posizione e dai grandi temi portati avanti a livello nazionale, sta non nella incapacità di prendere posizione sui tanti argomenti su cui dovremmo intervenire come comitato di condotta e come singoli, ma nella timidezza o paura di fare “Politica” nel senso greco del termine (Politikos). E cioè di fare, e dichiarare, scelte ben precise su tutto ciò che si riferisce alla città e alla sua vita sociale, al suo sviluppo, alla educazione dei suoi abitanti, alla sua economia e al suo essere (o meno) sostenibile. Facendo davvero nostri i principi di Slow Food e cercando di declinarli nella nostra realtà in maniera più incisiva. Vorremmo quindi rinnovare il nostro impegno per scendere in campo (forse presto anche nel campo) cercando di far fare un salto di qualità alla Condotta: come? Solo con il contributo ed il sostegno di tutti, anche coloro che, pur riconoscendosi nei valori di Slow Food, ancora non fanno parte della nostra Associazione. Parliamone… e intanto buon 2012.
[di Antonio Ciappi, Responsabile Progetti, nella foto in alto durante il Master Tecniche di cucina]








